Per un laboratorio di prova, l’affidabilità non dipende solo dallo strumento utilizzato o dalla competenza di chi esegue un’analisi. Dipende anche da come il risultato viene gestito, documentato e comunicato al cliente. È questo il punto che torna al centro degli aggiornamenti Accredia destinati ai laboratori accreditati secondo UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018.
Il 28 ottobre 2026 Accredia ha richiamato due documenti che entreranno in vigore il 1° gennaio 2027: il nuovo RT-08 rev.06, relativo alle prescrizioni per l’accreditamento dei laboratori di prova, e il DT-09-DL rev.00, dedicato all’applicazione dei requisiti 7.8 della ISO/IEC 17025 sulla presentazione dei risultati nei rapporti di prova. La notizia interessa soprattutto i laboratori accreditati, ma è utile anche alle organizzazioni che commissionano prove per la qualità, la sicurezza o la conformità di prodotti e servizi.
Perché il rapporto di prova conta nella catena della conformità?
Un rapporto di prova attesta il risultato ottenuto su un oggetto o un campione applicando un metodo documentato. Non equivale, di per sé, a una certificazione del prodotto né garantisce che lo stesso esito rimanga invariato se cambiano metodo, condizioni o oggetto della prova. Accredia chiarisce questa distinzione nella propria pagina dedicata ai laboratori di prova.
Proprio perché il rapporto può essere utilizzato come elemento tecnico in decisioni di acquisto, controlli interni, dichiarazioni di conformità o procedure di mercato, chiarezza e coerenza della sua presentazione assumono rilievo pratico. La ISO/IEC 17025 richiede competenza, imparzialità e funzionamento coerente dei laboratori; il rapporto è uno dei punti in cui tali requisiti diventano leggibili per il committente.
Quali documenti Accredia entrano in vigore nel 2027?
Il RT-08 rev.06 è stato approvato il 16 luglio 2026 ed entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Nel riepilogo presentato al Congresso 2026, Accredia segnala chiarimenti sulla gestione del personale, sui rapporti contrattuali con i clienti e sulla validità dei risultati.
Nella stessa data diventerà efficace il DT-09-DL rev.00. È una prima emissione, ma rappresenta l’evoluzione del paragrafo 7.8 del precedente RT-08: definisce specifiche per applicare in modo uniforme i requisiti che riguardano la presentazione dei risultati nei rapporti di prova.
Non si tratta quindi di una nuova edizione della ISO/IEC 17025. La norma internazionale resta quella del 2017, confermata da ISO nel 2023. Si aggiornano invece alcuni riferimenti tecnici Accredia che ne orientano l’applicazione nell’accreditamento italiano.
Da dove iniziare per preparare il riesame interno?
Un primo passo utile è individuare chi, nel laboratorio, presidia le fasi che portano dal campione al rapporto: esecuzione della prova, controllo tecnico, autorizzazione all’emissione e comunicazione con il cliente. Il riesame può poi confrontare procedure, modelli di rapporto e istruzioni operative con il testo aggiornato dei documenti applicabili.
L’attenzione va tenuta su tre aspetti. Il primo è la leggibilità: il cliente deve poter comprendere a quale prova si riferisce il risultato e in quale perimetro è stato ottenuto. Il secondo è la coerenza: modello di rapporto, dati registrati e metodo dichiarato devono dialogare senza ambiguità. Il terzo è la tracciabilità organizzativa: ruoli, autorizzazioni, competenze e passaggi di riesame devono essere governati in modo documentabile.
Questa attività non coincide con una valutazione legale o con una certificazione automatica di conformità. Serve invece a pianificare per tempo l’adeguamento tecnico e a coinvolgere, quando necessario, le funzioni qualità, tecniche e commerciali.
Che cosa significa per le imprese che commissionano le prove?
Per il committente, conoscere il perimetro della prova è altrettanto importante quanto ricevere il risultato. Prima di utilizzare un rapporto in una pratica di qualità o di conformità, è opportuno verificare quali campioni, metodi e caratteristiche siano effettivamente coperti dal documento e dall’eventuale accreditamento del laboratorio.
Questo principio è coerente con un approccio più ampio agli adeguamenti normativi: le evidenze tecniche sono solide quando ruolo, scopo e limiti del documento sono chiari. I nuovi riferimenti Accredia offrono ai laboratori un’occasione per rivedere tali passaggi prima della data di efficacia del 2027.
Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce l’analisi dei documenti Accredia applicabili, né valutazioni tecniche, contrattuali o regolatorie riferite al singolo laboratorio o al singolo rapporto di prova.















