Le calzature di sicurezza sono un dispositivo di protezione individuale essenziale in molti ambienti di lavoro. Quando protezione da urti, perforazione o elettricità statica non corrisponde a quanto dichiarato, il problema non riguarda soltanto il prodotto: coinvolge chi lo fabbrica, importa, distribuisce, acquista e mette a disposizione degli utilizzatori.
Il 13 ottobre la Commissione europea ha pubblicato i risultati di una campagna di controllo sulle calzature di sicurezza svolta nel quadro JACOP 2025. Le autorità di vigilanza di otto Paesi hanno esaminato 83 modelli, acquistati per il 65% online e per il 35% in negozi fisici. Considerando insieme prove prestazionali e verifiche documentali, l’82% dei modelli testati è risultato non conforme. Il dato riguarda il campione controllato, non l’intero mercato europeo, ma segnala aree concrete su cui le filiere devono mantenere attenzione.
Quali criticità sono emerse dai controlli UE
La Commissione europea indica come principali difetti le proprietà antistatiche e la resistenza a impatto e perforazione. Sono emerse anche non conformità formali: istruzioni per l’uso mancanti, poco chiare o non conformi; categoria di protezione assente o errata; dichiarazione UE di conformità mancante o inesatta; marcatura CE non apposta o non indelebile.
Le autorità hanno vietato la vendita o ritirato dal mercato 24 modelli, emesso avvertimenti o sanzioni nei confronti di 15 operatori e disposto quattro richiami. Sei modelli sono stati successivamente riportati in conformità. La notizia non consente di giudicare una singola calzatura o un singolo fornitore, ma mostra che i controlli possono riguardare contemporaneamente prestazioni dichiarate, documenti e informazioni commerciali.
Perché la conformità non termina con il prototipo
Secondo la Commissione, alcuni risultati indicano problemi di coerenza nella produzione: un modello può superare la valutazione iniziale, mentre il prodotto di serie disponibile sul mercato presenta caratteristiche differenti. Questo è particolarmente rilevante quando il modo in cui componenti protettivi sono integrati nella scarpa può incidere sulla prestazione antistatica o sulla resistenza alla perforazione.
Il Regolamento (UE) 2016/425 richiede al fabbricante di assicurare che il DPI sia progettato e fabbricato secondo i requisiti essenziali applicabili, predisporre la documentazione tecnica e seguire la procedura di valutazione prevista. Quando la conformità è dimostrata, il fabbricante redige la dichiarazione UE di conformità e appone la marcatura CE. Per la produzione in serie, il regolamento richiede anche procedure idonee a mantenere la conformità nel tempo, tenendo conto di modifiche al prodotto e agli standard di riferimento.
Cosa controllare nella filiera di fornitura
Per chi immette o rende disponibili calzature di sicurezza, il punto non è limitarsi a un simbolo visibile sulla confezione. È utile poter collegare il modello al livello di protezione dichiarato, alle istruzioni, alla dichiarazione UE di conformità e al soggetto economico responsabile nell’Unione o nello Spazio economico europeo. Le informazioni devono essere coerenti con il prodotto offerto e comprensibili nella lingua richiesta dal Paese di commercializzazione.
Anche funzioni acquisti, HSE e distribuzione possono integrare questi elementi nei criteri di qualificazione dei fornitori e nei controlli di ricevimento. La scelta del DPI deve inoltre essere coerente con i rischi effettivi della mansione e con le istruzioni d’uso. Non si tratta di un elenco sostitutivo degli obblighi applicabili: documentazione, categoria e modalità di verifica dipendono dal prodotto e dal ruolo svolto nella catena di fornitura.
Un tema di sicurezza, ma anche di correttezza del mercato
Il Regolamento (UE) 2019/1020 rafforza il quadro della vigilanza per i prodotti soggetti alla normativa europea di armonizzazione, con l’obiettivo di rendere disponibili sul mercato prodotti conformi e tutelare, tra gli altri interessi, salute e sicurezza sul lavoro. Per le calzature di sicurezza, la conformità serve quindi a proteggere gli utilizzatori e a evitare concorrenza sleale basata su prestazioni soltanto dichiarate.
La pagina Autenticert dedicata agli adeguamenti normativi offre un quadro sui percorsi di valutazione della conformità e sulla marcatura CE. Il messaggio della campagna europea è pratico: verificare la coerenza tra prodotto, prestazione promessa, documenti e informazioni messe a disposizione lungo tutta la filiera.
L’articolo ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione tecnica o giuridica richiesta per uno specifico DPI, prodotto o ruolo economico.



