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ISO Survey 2025: cosa raccontano i dati sulle certificazioni dei sistemi di gestione

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La ISO Survey 2025 offre una fotografia aggiornata della diffusione delle certificazioni accreditate per sistemi di gestione. Non è una graduatoria della qualità delle singole organizzazioni, né sostituisce la valutazione di un organismo di certificazione. È invece una base utile per capire quali sistemi di gestione sono più diffusi, in quali Paesi e con quali segnali di evoluzione.

Secondo UNI, nel 2025 risultano attive 3.287.917 certificazioni relative alle norme sui sistemi di gestione: un incremento del 10,9% rispetto all’anno precedente. Qualità, ambiente e salute e sicurezza rappresentano insieme 2.950.651 certificati, pari all’89,7% del totale considerato. Il dato descrive una diffusione ampia, ma va letto con il suo perimetro e con le differenze tra norme, Paesi e settori.

Che cosa misura davvero la ISO Survey

La Survey conta i certificati validi emessi da organismi di certificazione accreditati da membri della Global Accreditation Cooperation e caricati in IAF CertSearch. Dal 2025, come spiega ISO, la rilevazione è compilata direttamente da dati aggregati e anonimizzati presenti nella banca dati globale.

Un elemento importante è la distinzione tra certificati e siti. Un certificato può riferirsi a un’organizzazione, mentre i siti indicano le sedi permanenti in cui l’organizzazione opera o fornisce servizi. Per questo un confronto basato solo sul numero dei certificati non racconta sempre la stessa realtà operativa: struttura aziendale, multisito e perimetro della certificazione incidono sulla lettura dei numeri.

Qualità, ambiente e sicurezza restano il nucleo principale

La prevalenza dei tre ambiti più diffusi non sorprende. I sistemi per la qualità, l’ambiente e la salute e sicurezza sono da tempo parte delle decisioni organizzative di molte filiere, gare, rapporti con committenti e programmi di miglioramento.

La Survey non dice che una certificazione sia necessaria per ogni impresa o per ogni obiettivo. Indica però che questi sistemi continuano a essere adottati in modo esteso. Per una organizzazione, il punto utile non è inseguire un dato nazionale o internazionale: è capire quali requisiti, rischi, aspettative di clienti e processi interni rendono pertinente un sistema di gestione.

Come si colloca l’Italia nei dati 2025

UNI segnala per l’Italia 92.459 certificati ISO 9001, 28.735 ISO 14001 e 24.764 ISO 45001. Il Paese è sul podio in questi tre ambiti: terzo per qualità e secondo per ambiente e salute e sicurezza. Nell’energia, l’Italia conta 2.217 organizzazioni certificate ISO 50001 e 4.981 siti, dato che richiama il peso delle realtà multisito.

Questi numeri sono indicatori di presenza e diffusione. Non consentono, da soli, di dedurre la qualità di una singola certificazione, le prestazioni di una singola azienda o l’adeguatezza di un sistema rispetto a uno specifico contratto. Possono però essere un utile riferimento di contesto per leggere l’evoluzione delle richieste di filiera e delle competenze organizzative.

I nuovi segnali: intelligenza artificiale e compliance

La Survey 2025 amplia a 18 i sistemi di gestione considerati, includendo ISO/IEC 42001 per la gestione dell’intelligenza artificiale e ISO 37301 per i sistemi di gestione della compliance. Per l’Italia, UNI riporta 11 organizzazioni certificate ISO 37301 e 2 organizzazioni certificate ISO/IEC 42001.

Il valore del dato non sta nel confronto tra numeri ancora piccoli e gli standard più maturi. Segnala piuttosto che AI e compliance entrano nel perimetro della certificazione dei sistemi di gestione e richiedono approcci strutturati, responsabilità chiare e controlli proporzionati al contesto.

Come usare questi dati in modo utile

La ISO Survey può aiutare a formulare domande più precise: quali sistemi sono rilevanti per la nostra attività? Quali requisiti arrivano da clienti, settore o filiera? Quali processi dovrebbero essere misurati e migliorati prima di valutare un percorso di certificazione?

La pagina Autenticert dedicata alle certificazioni offre un quadro dei sistemi di gestione disponibili. I dati della Survey diventano davvero utili quando sono collegati a obiettivi, rischi e attività reali dell’organizzazione, non quando sono usati come un semplice indicatore reputazionale.

L’articolo ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione tecnica applicabile al singolo sistema di gestione o percorso di certificazione.