La UNI/PdR 125:2022 resta in vigore e continua a essere il riferimento tecnico per il sistema di gestione della parità di genere nelle organizzazioni. La scheda UNI indica lo stato “in vigore”; le FAQ pubblicate da UNI e Accredia nel gennaio 2026 precisano inoltre che, al momento, la prassi non è in revisione.
Questo chiarimento è utile perché la certificazione della parità di genere viene spesso associata solo a un requisito formale o a un possibile beneficio. In realtà, il percorso richiede un sistema organizzativo capace di trasformare obiettivi di inclusione, equità e conciliazione vita-lavoro in politiche, dati, responsabilità ed evidenze verificabili.
Una prassi di riferimento, non un obbligo automatico
La UNI/PdR 125:2022 è una prassi di riferimento che mette a disposizione linee guida per strutturare e adottare indicatori di prestazione, o KPI, sulle politiche di parità di genere. Non è una legge e la certificazione avviene su base volontaria, su richiesta dell’impresa.
La certificazione viene rilasciata da organismi di certificazione accreditati presso Accredia, secondo il quadro applicabile. È utile distinguere i ruoli: l’organizzazione definisce e attua il proprio sistema; l’organismo effettua la valutazione di terza parte; l’accreditamento riguarda la competenza e l’imparzialità con cui l’organismo opera.
Questa distinzione aiuta anche a leggere correttamente eventuali misure previste dalla normativa. La presenza di un certificato non comporta di per sé l’accesso automatico a incentivi, contributi o punteggi: ogni misura ha requisiti, procedure, disponibilità e tempi propri, da verificare nelle fonti istituzionali aggiornate.
Le sei aree che orientano la misurazione
Il sistema previsto dalla PdR si articola in sei aree di valutazione. Riguardano cultura e strategia; governance; processi Human Resources; opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda; equità remunerativa per genere; tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.
Ogni area contribuisce alla valutazione complessiva attraverso indicatori e pesi specifici. Il portale del Dipartimento per le Pari Opportunità indica una soglia minima complessiva del 60% per l’accesso alla certificazione. La certificazione ha validità triennale ed è sottoposta a monitoraggio annuale.
Il punteggio, tuttavia, è soltanto l’esito di un percorso. Un’organizzazione può utilizzare i KPI per leggere il proprio punto di partenza, definire obiettivi realistici, assegnare responsabilità e verificare nel tempo gli effetti delle azioni adottate. Questo rende il sistema più utile quando gli indicatori non sono considerati una lista da compilare, ma uno strumento per governare priorità e miglioramenti.
Cosa chiariscono le FAQ 2026
La terza edizione delle FAQ UNI-Accredia è stata pubblicata nel gennaio 2026 e sostituisce le precedenti edizioni del 2022 e del 2024. Il documento raccoglie indirizzi applicativi per le organizzazioni e, per gli organismi di certificazione accreditati, stabilisce interpretazioni da applicare in modo prescrittivo.
Tra i chiarimenti più rilevanti vi è il carattere trasversale del sistema: obiettivi e KPI devono riguardare tutte le attività svolte e tutti i livelli organizzativi pertinenti. Le FAQ ricordano inoltre che il punteggio associato a un KPI viene riconosciuto quando il requisito è soddisfatto; non sono previsti punteggi parziali, salvo i casi di ingresso espressamente disciplinati dalla prassi.
Le FAQ non sostituiscono la lettura della UNI/PdR 125:2022. Per questo non è opportuno estrarre dal documento una checklist standard valida per ogni impresa. La scelta delle evidenze, dei periodi di riferimento e delle azioni di miglioramento richiede infatti di considerare struttura, attività, personale e dati disponibili nell’organizzazione.
Da dove partire in modo ordinato
Un primo passo consiste nel definire il perimetro del sistema e le responsabilità interne. Occorre poi raccogliere dati affidabili, identificare gli indicatori applicabili e collegare gli obiettivi a un piano strategico. Politica di parità, piano delle azioni, monitoraggio, riesame e comunicazione devono restare coerenti tra loro.
È importante verificare che l’organismo scelto sia accreditato per lo schema applicabile e pianificare le verifiche lungo il ciclo di certificazione. Un sistema efficace non coincide con un risultato ottenuto una volta: richiede che dati, decisioni e azioni siano riesaminati con continuità.
Per approfondire i percorsi di certificazione disponibili, è possibile consultare l’area Certificazioni di Autenticert.



