La certificazione delle persone serve a fornire evidenza che un individuo soddisfi requisiti di competenza definiti in uno specifico schema di certificazione. Per rendere questi percorsi affidabili e confrontabili, la ISO/IEC 17024 stabilisce i requisiti per gli organismi che li gestiscono: non disciplina la singola professione, ma il modo in cui l’organismo progetta, conduce e mantiene il processo di certificazione.
La nuova ISO/IEC 17024:2026, pubblicata il 31 marzo 2026, sostituisce l’edizione del 2012. In Italia, la Circolare tecnica Accredia DC n. 40/2026 definisce le modalità di transizione degli accreditamenti degli organismi di certificazione delle persone.
A chi si applica la transizione alla ISO/IEC 17024:2026
La transizione riguarda innanzitutto gli organismi che operano con accreditamento per la certificazione delle persone. La UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2026 specifica principi e requisiti per tali organismi, incluso lo sviluppo e il mantenimento degli schemi di certificazione. La norma italiana è disponibile dal 30 aprile 2026 e sostituisce la precedente edizione UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2012.
Per chi possiede già una certificazione professionale, non si tratta automaticamente di un rinnovo immediato. Accredia indica che la transizione delle persone certificate deve essere completata dagli organismi in base alla data di validità della certificazione e può avvenire nel normale ciclo di ricertificazione. Occorre quindi distinguere il calendario di transizione dell’accreditamento dell’organismo dalle scadenze previste dallo specifico schema di certificazione.
Quali sono le date principali indicate da Accredia
La circolare fissa un periodo transitorio di tre anni dalla pubblicazione della norma. Dal 1° dicembre 2026 Accredia avvierà le valutazioni rispetto alla nuova versione e, oltre tale data, le nuove domande di accreditamento dovranno riferirsi alla UNI CEI EN ISO/IEC 17024:2026.
Gli organismi già accreditati secondo l’edizione 2012 devono trasmettere ad Accredia la dichiarazione di disponibilità e il piano di transizione, con documentazione di supporto, quanto prima e comunque entro il 31 marzo 2028. La transizione dell’accreditamento dovrà essere completata entro il 31 marzo 2029. Dopo tale data, gli accreditamenti rilasciati secondo l’edizione 2012 non saranno più validi se non transitati alla nuova versione.
La pianificazione è rilevante perché le certificazioni iniziali e le ricertificazioni dovranno essere rilasciate esclusivamente a fronte della versione 2026 dal 31 marzo 2029. L’organismo dovrà quindi coordinare il proprio piano con la gestione delle scadenze dei certificati e con l’adeguamento degli schemi applicabili.
Cosa richiede il piano di transizione
Secondo Accredia, il piano deve identificare le modifiche tra l’edizione nuova e quella precedente, analizzarne l’impatto sui processi e definire le azioni necessarie. I punti da presidiare comprendono sistema di gestione, documentazione, strumenti informatici e competenza del personale coinvolto.
La nuova edizione aggiorna termini e definizioni e rafforza alcuni elementi del processo: imparzialità, gestione dei conflitti di interesse, affidabilità e validità delle valutazioni, riesame della domanda, rinnovo, sorveglianza degli esami e gestione dei rischi e delle opportunità. Accredia richiama anche la separazione tra attività di certificazione e formazione, il controllo dei centri d’esame e una pianificazione formalizzata per gli esami da remoto.
Come cambia l’uso dell’intelligenza artificiale nei processi
Una delle novità più visibili della ISO/IEC 17024:2026 riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale. ISO segnala requisiti specifici affinché gli organismi monitorino e validino gli esiti generati da strumenti IA, mantengano una supervisione umana adeguata e assicurino competenza nell’uso di tali strumenti.
La circolare Accredia chiede inoltre agli organismi di allegare una relazione di dettaglio sull’eventuale introduzione di sistemi IA nel processo di certificazione. L’obiettivo non è vietare l’innovazione, ma evitare che la tecnologia comprometta equità, trasparenza, affidabilità e controllo del processo.
Per professionisti e organizzazioni, il messaggio pratico è verificare sempre il perimetro dello schema, l’organismo che lo gestisce e le regole di rinnovo applicabili. La pagina Autenticert dedicata alla certificazione delle competenze offre un punto di partenza per comprendere come esperienza, conoscenze e abilità possano essere valutate in modo strutturato.
L’articolo ha finalità informativa e non sostituisce la verifica delle regole dello specifico schema di certificazione, né le valutazioni tecniche o contrattuali necessarie nei singoli casi.












